Love Addiction

DIPENDENZA AFFETTIVA

Il tema della dipendenza affettiva è attuale sia per motivi psicopatologici sia per motivi culturali, perché la dipendenza è una condizione mentale tipica del nostro tempo, che rappresenta una importante fonte di sicurezza sostitutiva rispetto alle certezze dei valori in crisi e poi perché l’instabilità o la precarietà delle continuazioni relazionali tradizionali (coppia, famiglia) tende a selezionare stili di attaccamento ambivalenti o conflittuali, e a favorire la formazione di legami affettivi incostanti e deboli.
Ne deriva, a livello intrapsichico profondo nei partner di coppie cosiddette “disfunzionali”, una labilità dell’oggetto d’amore che entra in risonanza con i fattori di personalità e con elementi di vulnerabilità spesso dovuti a traumi pregressi.
Sicuramente uno dei motivi per cui la società non ha preso coscienza di questa situazione, è che per secoli i rapporti tra uomo e donna sono stati fortemente condizionati da percorsi obbligati, in cui il patrimonio in genere il rapporto di coppia avevano lo scopo di adempiere certe “funzioni sociali” all’interno di ruoli piuttosto rigidi dai quali non si poteva uscire senza incorrere a giudizi e ostracismi, in particolare nei confronti della donna.
Esistono molti sinonimi per definire la dipendenza affettiva: “droga d’amore”, “intossicazione psicologica” e molti altri.
L’Intossicazione psicologica (droga d’amore o dipendenza affettiva) trova la sua origine in bisogni infantili inappagati: i bambini i cui bisogni d’amore rimangono non riconosciuti possono adattarsi imparando a limitare le loro aspettative.
Questo processo di limitazione può portare al formarsi di pensieri del tipo: “I miei bisogni non contano”o “non sono degno di essere amato”.
Da adulti gli “intossicati d’amore” dipendono dagli altri per quanto concerne la cura di se stessi e la soluzione dei loro problemi, temono di essere respinti, rifuggono il dolore, non hanno fiducia nelle loro abilità e si giudicano persone non degne d’amore.

Caratteristiche della dipendenza affettiva. L’amore per queste persone assume le seguenti caratteristiche:

  • È ossessivo
  • È inibito
  • Evita i rischi di cambiamento
  • Manca di vera intimità
  • È parassitario
  • Richiede l’assoluta devozione dell’amato
  • È manipolato e iperpossessivo
Gli effetti della dipendenza affettiva
Dal momento che nella loro crescita e sviluppo sono stati ostacolati molto presto nella vita, i drogati d’amore associano se stessi all’identità della persona amata.
La caratteristica che accomuna tutti i rapporti dei dipendenti da amore è la “stagnazione”.
Pieni di timore per ogni cambiamento, i drogati d’amore, soffocano lo sviluppo delle capacità individuali e sopprimono ogni desiderio e ogni interesse.
Il bisogno disperato di sicurezza fa da guida ad ogni progetto emotivo.
I dipendenti affettivi sono ossessionati da bisogni impossibili e da aspettative assolutamente non realistiche, sono portati a pensare che operando a favore del compagno metteranno al sicuro il loro rapporto; le occasioni di delusione e risentimento che possono verificarsi sono sufficienti a rendere inutile un simile progetto.
L’amore richiede onesta e integrità personale; l’amore è inter-relazione dinamica, un accrescimento reciproco, uno scambio reciproco tra le persone che si amano.
Gli affetti che comportano paura e dipendenza, tipici dei drogati d’amore, sono invece destinati a distruggere l’amore.

La figura femminile e la dipendenza affettiva
La dipendenza è infatti presente in quasi tutte le relazioni che provocano disagio psichico.
Dalla letteratura risulta che il 99% dei soggetti dipendenti affettivi sono di sesso femminile (D. Miller,1994).
Colpisce donne con fascia di età diversa: dalle post-adolescenti (età dai 20 ai 27) fino alle adulte con figli sia piccoli (al disotto dei 14 anni) ma anche grandi, vale a dire la fascia di età che si calcola intorno ai 45 anni (dai 45 ai 50 anni).
Sono donne fragili che, alla continua ricerca di un amore che le gratifichi, si sentono inadeguate.
Sono donne che hanno difficoltà a prendere coscienza di loro stesse e del loro diritto a stare bene
e che non hanno ancora imparato che amarsi è non amare troppo, che amarsi è poter stare in una relazione senza dipendere e senza elemosinare attenzioni e continue richieste di conferme.
Nelle relazioni affettive, queste persone elemosinano attenzioni e continue conferme poiché tutto ciò aiuta a contrastare e neutralizzare il profondo senso di impotenza, disagio, vuoto affettivo che avvertono intensamente a livello personale.

Caratteristiche della dipendenza affettiva secondo Giddens
Secondo Giddens la dipendenza presenta alcune specifiche caratteristiche:

  • L’ebbrezza (il soggetto affettivamente dipendente prova una sensazione di ebbrezza dalla relazione dei partner, che gli è indispensabile per stare bene). 
  • La “dose” - il soggetto affettivamente cerca “dosi” sempre maggiori di presenza e di tempo da spendere insieme al partner. La sua mancanza lo getta in uno stato di prostrazione. Il soggetto esiste solo quando c’è l’altro e non basta il suo pensiero a rassicurarlo, ha bisogno di manifestazioni continue e tangibili. L’aumento di questa “dose”non di rado esclude la coppia dal resto del mondo. Se la dipendenza è reciproca la coppia si alimenta di se stessa. L’altro è visto come un’ evasione, come l’unica forma di gratificazione della vita. Le normali attività quotidiane sono trascurate quotidianamente. L’unica cosa importante è il tempo trascorso con l’altro perché attesta l’esistenza del soggetto. Quando il partner non c’è il soggetto sente di non esistere e non è in grado nemmeno di “pensare” ad una vita in cui il partner non ci sia. In realtà questo modello di pensiero rivela un basso grado di autostima
  • Perdita dell’Io – nella dipendenza affettiva esiste un alto rischio di perdita del SE, della propria capacità critica e quindi, a maggior ragione, della critica dell’altro, vissuto come irrinunciabile nutrimento. Il senso di perdita di identità è seguito da sentimenti di vergogna e di rimorso. In alcuni momenti si percepisce qualcosa di distorto nella relazione con l’altro, che la dipendenza è nociva e che se ne vorrebbe fare a meno, ma la constatazione di essere intrappolati in un modello dipendente fa sentire indegni e quindi spinge ancora di più verso l’abbraccio dell’altro che accoglie e perdona, ben felice, talvolta, di possedere. 
La dipendenza è percepita come un’esperienza speciale e lo è nel senso che null’altro è altrettanto soddisfacente.
Secondo Giddens, la dipendenza affettiva è una reazioni difensiva ed una fuga, un riconoscimento di mancanza di autonomia.
Le persone con dipendenza affettiva hanno alle spalle una storia infantile di maltrattamenti fisici e psichici da parte di adulti; presentano comportamenti attuali caratterizzati dalla forte subordinazione dei propri bisogni a quelli degli altri con una conseguente perdita di identità e una bassissima autostima (J.L.Herman, 1992).

I maltrattamenti fisici e psichici, subiti nella prima infanzia, generano in queste donne adulte una profonda ferita che la fa sentire rifiutate in quanto “sbagliate”e abbandonate (L.Davis, 1988).

Correlazioni con il disturbo post traumatico da stress
Molte donne, dipendenti affettive, hanno subito abusi sessuali, maltrattamenti fisici ed emotivi e presentano un quadro sintomatologico molto simile a quello proposto dal disturbo post-traumatico da stress.
Molti autori affermano infatti che i sintomi di una profonda negazione di sé, come accade alle dipendenti affettive, siano paragonabili al disturbo di disordine mentale da stress post-traumatico unitamente ai sintomi quali:
Istinto a fuggire, dissociazione, panico, ipervigilanza, irritabilità, incubi, sobbalzi notturni, perdita di memoria, perdita di concentrazione, sindrome da burn- out.
L’ipotesi è in relazione al fatto che i maltrattamenti subiti sia fisici e sia emotivi hanno condizionato la persona a produrre rapporti di sottomissione e passività (D. Miller, 1994). 


Sintomi della dipendenza affettiva

  • Svalutazione dei sentimenti 
  • Profondo senso di colpa e/o rancore e rabbia 
  • Paura di perdere l’amore 
  • Paura dell’abbandono, della separazione 
  • Paura della solitudine e della distanza 
  • Terrore di mostrarsi per quello che si è 
  • Timore di essere segregati 
  • Timore di essere annullati 


Oscillazione tra desiderio e paura

Esiste tra le persone affette da dipendenza affettiva una oscillazione tra il desiderio/paura di sperimentare vicinanza e il desiderio/paura della lontananza. L’oscillazione genera ansia.
Negazione dei bisogni
C’è una profonda negazione di quelli che sono i propri bisogni in quanto la realizzazione di essi farebbero sentire la persona dipendente:
egoista, sconsiderata, avida, esigente ed insolente. (H. Lerner, 1996).

Dalla terapia individuale alla psicoterapia di gruppo al gruppo aiuto-aiuto
Il disturbo di dipendenza affettiva è stato trattato, fino al 1996, attraverso psicoterapia individuale. Dal 1996 in poi, facendo tesoro dell’esperienza precedente, venne trattato anche attraverso una psicoterapia di gruppo. Nell’estate 1999 si è costituito il gruppo di aiuto-aiuto che recentemente si è trasformato nell’Associazione: “Da donna a donna”.
Il momento significativo, che spesso porta queste donne a richiedere aiuto, è rappresentato dalla percezione del vuoto, dalla perdita di identità, dalla rabbia della frustrazione di non veder ricambiata la dedizione e il loro amore.

Percorso di cambiamento
Iniziano a sentirsi sole e si convincono di avere “qualcosa che non va”.
La precoce esperienza di prendersi cura degli altri abitua la persone ad accontentarsi delle “briciole” pur di sentirsi per qualcuno importante e indispensabile (J. Doane e Daimond, 1994).

Obiettivo della terapia
L’obiettivo del processo terapeutico è rappresentato dall’acquisizione di consapevolezza, scoperta di una fragilità che coesiste con una forza in grado di permettere la visione del reale e la capacità di poter migliorare la propria vita.



Psicologia Giuridica

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